sabato 27 maggio 2017

SAN FRANCESCO E LE FONTI 478

Fonti Francescane 478
Proprio la sua vita gloriosa illumina la perfezione dei primi santi di luce più fulgida:
lo provano e lo manifestano in modo evidentissimo la Passione di Gesù Cristo e la croce di lui.
E veramente il venerabile padre portava impressi nella carne i cinque segni della passione e della croce, come se fosse stato appeso alla croce con lo stesso Figlio di Dio. 
Questo sacramento è grande e manifesta la sublimità della prerogativa dell'amore; ma esso cela un arcano disegno e un sublime mistero, noto solo a Dio, crediamo, e rivelato in parte dallo stesso Santo ad una sola persona.
E perciò non conviene fermarsi più a lungo a lodare il Santo, dal momento che è stato esaltato da Colui che è di tutti lode, il Signore, sorgente e splendore inesauribile e che dà in premio l'eterna luce.
Benedicendo, dunque, Iddio, santo, vero e glorioso...




venerdì 26 maggio 2017

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1653

DALLE FONTI FRANCESCANE 1653
. *LA GIOIA SPIRITUALE* .
Dal momento della conversione al giorno della morte, Francesco fu molto duro, sempre, con il suo corpo. 
Ma il suo più alto e appassionato impegno fu quello di possedere e conservare in se stesso la gioia spirituale.
Affermava:
"Se il servo di Dio si preoccuperà di avere e conservare abitualmente la gioia interiore ed esteriore, gioia che sgorga da un cuore puro, in nulla gli possono nuocere i demoni, che diranno: 
"Dato che questo servo di Dio si mantiene lieto nella tribolazione come nella prosperità, non troviamo una breccia per entrare in lui e fargli danno".
Una volta il Santo rimproverò uno dei compagni che aveva un'aria triste e una faccia mesta: 
Perché mostri così la tristezza e I 'angoscia dei tuoi peccati ?
E una  questione  privata  tra te e Dio.Pregalo che nella sua misericordia ti doni la gioia della salvezza. 
Ma alla presenza mia e degli altri procura di mantenerti lieto.
Non conviene che il servo di Dio si mostri depresso e con la faccia dolente al suo fratello o ad altra persona".
Diceva altresì:
"So che i demoni mi sono invidiosi per i benefici concessimi dal Signore per sua bontà.
E siccome non possono danneggiare me, si sforzano di insidiarmi e nuocermi attraverso i miei compagni.
Se poi non riescono a colpire né me né i compagni, allora si ritirano scornati.
Quando mi trovo in un momento di tentazione e di avvilimento, mi basta guardare la gioia del mio compagno per riavermi dalla crisi di abbattimento e riconquistare la gioia interiore".
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sabato 20 maggio 2017

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1043c-1044

 Fonti Francescane 1043c-1044
"... il servitore del Re altissimo (San Francesco) , fu lasciato nudo, perché seguisse il nudo Signore crocifisso, oggetto del suo amore; così fu munito di una croce, perché affidasse la sua anima al legno della salvezza, salvandosi con la croce dal naufragio del mondo.
.D'allora in poi, affrancato dalle catene dei desideri mondani, quello spregiatore del mondo abbandonò la città, e, libero e sicuro, si rifugiò nel segreto della solitudine, per ascoltare, solo e nel silenzio, gli arcani colloqui del cielo.
E, mentre se ne andava per una selva, I'uomo di Dio Francesco, e cantava giubilante le lodi di Dio nella lingua di Francia, fu assalito dai briganti, sbucati all'improvviso.
Costoro, con intenzioni omicide, gli domandarono chi era.
Ma l'uomo di Dio, pieno di fiducia, rispose con espressione profetica:
«Io sono l'araldo del gran Re».
Quelli, allora, lo percossero e lo gettarono in un fosso pieno di neve, dicendo:
Sta lì, rozzo araldo di Dio».
Mentre se ne andavano, Francesco saltò fuori dal fosso e invaso dalla gioia, continuò a cantare con
voce più alta le lodi in onore del Creatore di tutte le cose, facendone riecheggiare le selve.




giovedì 18 maggio 2017

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1072

Fonti Francescane 1072
Francesco, pastore del piccolo gregge, ispirato dalla grazia divina, condusse i suoi dodici frati a Santa Maria della Porziuncola, perché voleva che l'Ordine dei minori crescesse e si sviluppasse, sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di lei, aveva avuto inizio.
Là, inoltre, divenne araldo del Vangelo. Incominciò, infatti, a percorrere città e villaggi e ad annunziarvi il regno di Dio, non basandosi sui discorsi persuasivi della sapienza umana, ma sulla dimostrazione di spirito e di potenza.
A chi lo vedeva, sembrava un uomo dell'altro mondo: uno che, la mente e il volto sempre rivolti al cielo, si sforzava di attirare tutti verso l'alto.
Da allora la vigna di Cristo incominciò a produrre germogli profumati del buon odore del Signore, e frutti abbondanti con fiori soavi di grazia e di santità.



SAN FRANCESCO E LE FONTI 174-175

Fonti Francescane 174 - 175
- Beato il servo che tanto è disposto ad amare il suo fratello quando è infermo, e perciò non può ricambiargli il servizio, quanto l'ama quando è sano, e può ricambiarglielo.
- Beato il servo che tanto amerebbe e temerebbe un suo fratello quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui, e non direbbe dietro le sue spalle niente che con carità non possa dire in sua presenza.
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SAN FRANCESCO E LE FONTI 1161

 Fonti Francescane 1161
Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo?
Poiché egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalla fiamma dell'amor divino.
Al sentir nominare l'amor del Signore, subito si sentiva stimolato, colpito, infiammato: quel nome era per lui come un plettro, che gli faceva vibrare l'intimo del cuore.
«Offrire, in compenso dell'elemosina, il prezioso patrimonio dell'amor di Dio (così egli affermava) è nobile prodigalità; e stoltissimi sono coloro che lo stimano meno del denaro, poiché soltanto il prezzo inapprezzabile dell'amor divino è capace di comprare il regno dei cieli. 
E molto si deve amare l'amore di Colui che molto ci ha amato».
Per trarre da ogni cosa incitamento ad amare Dio, esultava per tutte quante le opere delle mani del Signore e, da quello spettacolo di gioia, risaliva alla Causa e Ragione che tutto fa vivere.
Contemplava, nelle cose belle, il Bellissimo e, seguendo le orme impresse nelle creature, inseguiva dovunque il Diletto. 
Di tutte le cose si faceva una scala per salire ad afferrare Colui che è tutto desiderabile.
Con il fervore di una devozione inaudita, in ciascuna delle creature, come in un ruscello, delibava
quella Bontà fontale, e le esortava dolcemente, al modo di Davide profeta, alla lode di Dio, perché avvertiva come un.concento celeste nella consonanza delle varie doti e attitudini che Dio ha loro conferito.
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martedì 9 maggio 2017

SAN FRANCESCO E LE FONTI 71

 
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DALLE FONTI FRANCESCANE 71
Gesù desidera ardentemente la gloria del Padre e la nostra unità nel suo amore....e prega! Gesù prega! Gesù precisa che la sua preghiera è per i credenti e non per il mondo tenebroso, perché esso si esclude da solo dalla vita e dalla salvezza rifiutando volontariamente la rivelazione del Figlio di Dio: Gesù non prega per quelli che lottano contro il Padre e contro il suo Inviato. Egli prega invece per i suoi, perché li ama di un amore fortissimo e concreto e li affida al Padre affinché li custodisca nel suo nome, perché sono sua proprietà: il Padre e il Figlio hanno tutto in comune. Come il Padre è glorificato nel Figlio , così il Figlio è glorificato nei discepoli attraverso la loro testimonianza, resa possibile dall'azione dello Spirito Santo nel loro cuore . In questo modo Gesù sarà glorificato dallo Spirito della verità. Anche noi siamo discepoli di Gesù. “ Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si frapponga.
E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veramente e
umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo, adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed
esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie all'altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e Spirito
Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui, e amano lui che è senza inizio e
senza fine, immutabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile incomprensibile. ininvestigabile, benedetto, degno di lode,
glorioso, sopraesaltato, sublime, eccelso, soave, amabile, dilettevole e tutto sopra tutte le cose desiderabile nei secoli dei
secoli. Amen”.