martedì 31 maggio 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 823/824

 F.F. 823 - 824 
Questa Religione infatti non si sostiene con cantine ricolme, dispense abbondantemente fornite, amplissimi poderi,
*ma dalla stessa povertà per la quale si rende degna del cielo, viene meravigliosamente alimentata nel mondo .*
O debolezza di Dio, più forte dell'umana fortezza, che porta gloria alla nostra croce e somministra abbondanza alla povertà!
*Abbiamo infine contemplato questa Vigna che, cresciuta in pochissimo tempo, ha esteso da mare a mare i suoi tralci fruttiferi.*
Da ogni parte sono accorse moltitudine di uomini si riversarono a frotte e, d'un tratto *si radunarono le pietre vive per la perfetta struttura di questo meraviglioso tempio.* E non soltanto la vediamo in breve tempo moltiplicata nel numero dei figli, ma anche glorificata, poiché parecchi di quelli che ha generato, sappiamo che hanno conseguito la palma del martirio, e veneriamo nell'albo dei santi molti dl essi, a motivo della perfetta pratica della virtù.

SAN FRANCESCO E LE FONTI 186/187

 F.F.186 b - 187 
"... quanto sono beati e benedetti quelli che amano il Signore e fanno così come dice il Signore stesso nel Vangelo: *"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'Anima,* e il prossimo tuo come te stesso".
Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e mente pura, poiché egli stesso, ricercando questo sopra tutte le altre cose, disse: <I veri adoratori adoreranno il Padre nello spirito e nella verità.
Tutti infatti quelli che lo adorano, bisogna che lo adorino nello spirito della verità. Ed eleviamo a lui lodi e preghiere giorno e notte, dicendo:
" Padre nostro, che sei nei cieli", poiché bisogna che noi preghiamo sempre senza stancarci".>




venerdì 27 maggio 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1343



 F.F. 1343 
Contando, da allora, sulla grazia che viene dall'alto e sull'autorità del Pontefice,
Francesco affrontò con molta fiducia il cammino verso la valle Spoletana, deciso a realizzare coi fatti e ad insegnare con la parola la verità della perfezione evangelica, che aveva concepita nella mente e promessa in voto con la professione.
Mosse, inoltre, con i compagni la questione se dovevano vivere abitualmente in mezzo alla gente o appartarsi nei luoghi solitari.
Dopo aver indagato con l'insistenza della preghiera quale fosse il volere divino su questo punto, *fu illuminato dal responso di una rivelazione celeste* e comprese che egli era stato inviato da Dio a questo scopo: guadagnare a Cristo le anime, che il diavolo si sforza di rapire.
Stabilì, perciò, che bisognava scegliere di vivere per tutti, piuttosto che per sé solo.
Si raccolse con i frati in un tugurio abbandonato,vicino ad Assisi , per viverci con tutti i rigori della vita religiosa, secondo la norma della santa povertà e predicare alle popolazioni la parola di Dio, secondo l'opportunità del tempo e del luogo.
Divenuto, dunque *araldo del Vangelo*, si aggirava per città e paesi, annunciando il regno di Dio non con il linguaggio dotto della sapienza umana, ma nella potenza dello Spirito Santo: 
*il Signore dirigeva quel parlatore con rivelazioni anticipatrici e confermava la sua parola con i prodigi che la accompagnavano.



giovedì 26 maggio 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 937





F.F.937  dal Trattato dei Miracoli
In un convento di Napoli, a un frate di nome Roberto, che era cieco da moltissimi anni, discese sugli occhi una pellicola di carne che gli impediva ogni movimento ed uso delle palpebre. Erano una volta là convenuti moltissimi frati forestieri, in partenza per diverse parti del mondo e il beato padre Francesco, esempio e specchio di santa obbedienza, per rincuorarli al viaggio con la forza di un nuovo miracolo, risanò il predetto frate alla loro presenza nel modo seguente. 
Una notte frate Roberto giaceva ormai ridotto in fin di vita, e già gli era stata raccomandata l'anima, quando alI'improvviso gli si presentò il beato Francesco con tre frati, insigni per la loro santità, ossia sant'Antonio , frate Agostino e frate Giacomo d'Assisi. 
Essi che l'avevano imitato in vita in ogni perfezione, ora lo seguivano con altrettanto ardore dopo morte. 
Il Santo, preso in mano un coltello, tagliò via dall'occhio la carne superflua, restituì la vista all'ammalato, e lo allontanò dalle fauci della morte, dicendogli:
 Figlio mio Roberto, la grazia che ti ho fatto, è un segno per i frati che stanno per andare verso lontani paesi, che io li precederò dirigendo i loro passi. 
Vadano dunque, (continuò), e compiano con alacre animo l'obbedienza loro ingiunta. Godano i figli dell'obbedienza, soprattutto quelli che, lasciando il proprio suolo, dimenticano la patria terrena perché hanno una guida capace e un sollecito precursore.

Anche in :
Anche in "Leggenda Maggiore di san Bonaventura"  alcuni miracoli da lui operati dopo la morte. FF1299

mercoledì 25 maggio 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 2912--2918

Lettera di Santa Chiara ad Ermentrude di Bruges
Ermentrude, sorella carissima, Chiara d'Assisi, umile ancella di Gesù Cristo, augura salute e pace.
Ho appreso, sorella carissima, che, con l'aiuto della grazia del Signore, sei fuggita dal fango di questo mondo; ne provo grande allegrezza e mi congratulo con te; e ancor più grande è la mia gioia perché so che tu e le tue figlie con coraggio camminate nella via della virtù. Rimani, dunque, o carissima, fedele fino alla morte a Colui, al quale ti sei legata per sempre. E certamente sarai da Lui coronata con la corona della vita. Il tempo della fatica quaggiù è breve, ma la ricompensa è eterna. Non ti abbaglino gli splendori del mondo, che passa come ombra.Non ti sorprendano le vuote immagini di questo mondo ingannatore; chiudi le tue orecchie ai sibili dell'inferno e spezza da forte le sue tentazioni. Sostieni di buona voglia le avversità, e la superbia non gonfi il tuo cuore nelle cose prospere; queste ti richiamano alla tua fede, quelle la richiedono. Rendi fedelmente a Dio quello che hai promesso con voto , ed Egli ti darà la ricompensa. Alza i tuoi occhi al cielo, o carissima, poiché è un invito per noi, e prendi la croce e segui Cristo che ci precede. Poiché dopo molte e varie tribolazioni, è Lui che ci introdurrà nella sua gloria. Ama con tutto il cuore Dio , e Gesù, suo Figlio crocifisso per noi peccatori, e non cada mai dalla tua mente il ricordo di Lui. Medita senza stancarti il mistero della croce e i dolori della Madre ritta ai piedi della croce . Sii sempre attenta e vigile nella preghiera. Porta alla sua consumazione il bene che hai incominciato, e adempi il mistero che hai abbracciato in santa povertà e in umiltà sincera. Non temere, o figlia: Dio che è fedele in tutta le sua promesse e santo nelle sue opere, effonderà su di te e su tutte le tue figlie la benedizione  copiosa. Egli sarà il vostro aiuto, il vostro insuperabile conforto, come è il nostro Redentore e la nostra eterna ricompensa. Preghiamo Dio l'una per l'altra , e così, portando il giogo della carità vicendevole, con facilità adempiremo la legge di Cristo. 
Amen



SAN FRANCESCO E LE FONTI FF131


 Testamento di Siena  
F.F. 131 
E chiunque osserverà queste cose, *sia ricol­mo in cielo della benedizione dell'altissimo Padre, e in terra sia ricolmo della benedizione del suo Figlio diletto col santissimo Spirito Paraclito* e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi.
*Ed io frate Francesco piccolino, vostro servo, per quel poco che io posso, con­fermo a voi dentro e fuori questa santissima benedizio­ne.*
Amen

SAN FRANCESCO E LE FONTI 2 e 48-49

Regola non bollata  FF 2

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo !Questa è la vita del Vangelo di Gesù Cristo, che frate Francesco chiese che dal signor papa Innocenzo gli fosse concessa e confermata. Ed egli la concesse e la confermò per lui e per i suoi frati presenti e futuri.

(La Regola di San Francesco comincia in chiave Trinitaria)

Regola non bollata  
Lo spirito del Signore, invece, vuole che la carne sia mortificata e disprezzata, vile e abbietta, e ricerca l’umiltà e la pazienza e la pura e semplice e vera pace dello spirito; e sempre desidera soprattutto il divino timore e la divina sapienza e il divino amore del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. E restituiamo al Signore Dio altissimo e sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamogli grazie, perché procedono tutti da Lui. E lo stesso altissimo e sommo, solo vero Dio abbia, e gli siano resi ed Egli stesso riceva tutti gli onori e la reverenza, tutte le lodi e tutte le benedizioni, ogni rendimento di grazia e ogni gloria, poiché suo è ogni bene ed *Egli solo è buono. E quando vediamo o sentiamo maledire o fare del male o bestemmiare Dio, noi benediciamo e facciamo del bene e lodiamo il Signore che è benedetto nei secoli. Amen.




FF 48-49