mercoledì 8 giugno 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI preghiera


...Se vuoi sopportare con pazienza le avversità e le miserie di questa vita, sii uomo di preghiera...
Se vuoi conseguire virtù e forza per vincere le tempeste del nemico, sii uomo di preghiera...
Se vuoi mortificare la tua volontà con tutte le sue passioni e i suoi desideri, sii uomo di preghiera. 
Se vuoi conoscere le astuzie di satana e difenderti dai suoi inganni, sii uomo di preghiera.
Se vuoi vivere lietamente e procedere dolcemente la strada della penitenza e dell' affanno, sii uomo di preghiera. .. (...)
Infine se vuoi sradicare dalla tua anima tutti i vizi e piantare al loro posto le virtù, sii uomo di preghiera. .
Poiché nella preghiera si riceve l'unzione e la grazia. (S. Francesco d'Assisi)





SAN FRANCESCO E LE FONTI 1241

 F.F. 1241 
Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte *con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all'amore di Dio. Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso.
Inoltre aggiunse ancora:
« State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, *beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato ! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia! ».



SAN FRANCESCO E LE FONTI 1618-19

DALLA LEGGENDA PERUGINA 1618-19

1618 Fu rivelato a Francesco che il suo movimento doveva chiamarsi dei frati minori, e così fece scrivere nella prima Regola, che portò a Innocenzo III, e il Papa gliela approvò e concesse; e in seguito il Papa annunciò questa sua decisione a tutti nel Concilio. Il Signore rivelò a Francesco anche il saluto che i frati dovevano dare, come ricorda nel suo Testamento: « Il Signore mi rivelo che dicessi questo saluto: Il Signore ti dia pace ! » .
1619 Nei primordi dell'Ordine, mentre Francesco era in cammino con uno dei primi dodici frati, questi salutava uomini e donne che incontrava lungo la strada o vedeva nei campi con le parole: « Il Signore vi dia pace! ». La gente, che finallora non aveva mai udito un religioso salutare con quella formula, si mostrava stupita. C'erano anzi di quelli che ribattevano indispettiti: « Cosa vorrebbe dire questo nuovo genere di saluto? ». Il frate ci rimase male e disse a Francesco: « Fratello, permettimi di usare un altro saluto». Ma il Santo osservò: <<Lasciali dire, perché non intendono le cose di Dio. Tu non provare vergogna per le loro reazioni, poiché io ti dico, fratello, che perfino i nobili e i principi di questo mondo avranno reverenza per te e gli altri frati in grazia di questo saluto ».Disse ancora: « Non è meraviglioso, che Dio abbia voluto avere un piccolo popolo, fra
tutti gli altri venuti prima, che sia felice di possedere Lui solo, altissimo e glorioso?».







venerdì 3 giugno 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 142


FF142
Perciò tutti coloro che videro il Signore Gesù secondo l'umanità, ma non videro né credettero, secondo
 lo spirito e la divinità, che egli è il vero Figlio di Dio, sono condannati. E così ora tutti quelli che vedono il sacramento, che viene santificato per mezzo delle parole del Signore sopra l'altare nelle mani del sacerdote, sotto le specie del pane e del vino, e non vedono e non credono, secondo lo spirito e la divinità, che è veramente il santissimo corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, sono condannati, perché è l'Altissimo stesso che ne dà testimonianza, quando dice: " Questo è il mio corpo e il mio sangue della nuova alleanza [che sarà sparso per molti"], e ancora: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna".



giovedì 2 giugno 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 848



FF848
25. Mentre il beato Francesco era in un eremo. come al solito lontano dagli uomini e dal loro parlare, un falco che aveva il nido in quel luogo si legò a lui con grande patto d'amicizia. Infatti di notte, quando il Santo era solito alzarsi per i divini uffici, il falco lo anticipava sempre col suo canto e schiamazzo. La cosa era molto gradita al Santo, poiché con tanta sollecitudine lo scuoteva da ogni indugio. Quando però il Santo più del solito era disturbato da qualche malessere, il falco si tratteneva e non cominciava così presto le sue veglie. Come istruito da Dio, verso l'alba suonava la campana della sua voce con tocco leggero. Nessuna meraviglia dunque, se anche tutte le altre creature venerano un così grande amante del Creatore.

mercoledì 1 giugno 2016

SAN FRANCESCO E LE FONTI 2096-2097





FF.2096-2097
Perciò si dice che godeva dell'aspetto grazioso col quale si vedeva guardato da Cristo sotto figura di Serafino, aggiungendo che Colui che gli era apparso gli aveva rivelato cose che non avrebbe detto a nessuno finché era in vita. 
Certamente erano, queste, parte di quei grandi misteri divini che le orecchie umane non possono pienamente capire.
Riguardo al terzo dono è scritto:
E il nome della città, ecc., perché allora fu a lui promesso che il suo Ordine sarebbe durato fino alla fine del mondo e gli fu rivelata la morte e la resurrezione della sua Regola.
E udii una cosa meravigliosa, che affermo senza nessuna temerità, ma la racconto devotamente ai soli devoti. Ho udito, dunque, dal santo uomo frate Corrado e da molti altri degni di fede, che il beato Francesco dopo la sua glorificazione in cielo, rivelò al santo frate Leone, (e si dice sia stato rivelato anche ad alcuni altri), che in questa apparizione Cristo predisse a Francesco le tribolazioni del suo Ordine e della Chiesa e la condanna e corruzione delle sua Regola e così grande confusione delle menti degli uomini spirituali e dei suoi figli,a motivo della universale contestazione di questa Regola, che per loro conforto e luce il piissimo Gesù l'avrebbe *risuscitato* nel suo corpo glorioso e l'avrebbe fatto apparire visibilmente ai predetti suoi figli. 
Che sarà di questa predizione, si può aspettarlo devotamente, ma non farla propria temerariamente; tuttavia la ragione può suffragare assai la devozione: come Francesco fu in modo tutto singolare simile a Cristo Gesù, quanto alla somiglianza della passione, così potrebbe esserlo anche, più di tutti gli altri, nell'anticipazione della resurrezione, e soprattutto per rafforzare la fede e la verità della vita evangelica, che ha voluto rinnovare in Francesco, la quale soffre da parte della Chiesa carnale in quegli stessi modi (come si vedrà più sotto) nei quali soffrì la persona di Cristo da parte della sinagoga, e perciò risorgerà in Francesco che risorge.

SAN FRANCESCO E LE FONTI 57

Così san Francesco ammoniva i suoi frati: "E dobbiamo avere in odio il nostro corpo con i suoi vizi e peccati, poiché quando noi viviamo secondo la carne, il diavolo vuole toglierci l'amore del [Signore nostro] Gesù Cristo e la vita eterna e vuole perdere se stesso con tutti nell'inferno; poiché noi per colpa nostra siamo ignobili, miserevoli e contrari al bene, pronti invece e volonterosi al male, perché, come dice il Signore nel Vangelo: "Dal cuore procedono ed escono i cattivi pensieri, gli adulteri, le fornicazioni, gli omicidi, i furti, la cupidigia, la cattiveria, la frode, la impudicizia, l'invidia, le false testimonianze, la bestemmia, [la superbia], la stoltezza, Tutte queste cose cattive procedono dal di dentro del cuore dell'uomo, e sono queste cose che contaminano l'uomo".Ora invece, da che abbiamo abbandonato il mondo, non abbiamo da fare altro che seguire la volontà del Signore e piacere unicamente a Lui. FF57
Cuore divino di Gesù, aiutaci ad avere un cuore simile al tuo !