sabato 11 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1648

DALLE FONTI FRANCESCANE 1648

Leggenda perugina

PERSECUZIONE DIABOLICA
1648 92. Quando Francesco andò a Roma per incontrare Ugolino vescovo di Ostia, più
tardi eletto papa, si trattenne con lui alcuni giorni. Accomiatatosi, andò a far visita a Leone
cardinale di Santa Croce. Era questo un uomo molto affabile e gentile ed era felice di vedere
Francesco e lo venerava sentitamente.
In quella circostanza egli pregò il Santo con viva devozione a restarsene da lui un po'
di giorni, anche perché si era d'inverno e faceva un freddo crudo e quasi ogni giorno si scatenavano vento e pioggia, come succede in quella stagione. Gli disse: « Fratello, il
maltempo non permette di viaggiare. Vorrei, se ti piace, che tu soggiornassi in casa mia
finché il tempo consentirà di rimetterti in cammino. Io passo gli alimenti ogni giorno a un
gruppo di poveri qui da me; ebbene, tu sarai trattato come uno di loro ». Disse questo il
cardinale, perché sapeva che Francesco, nella sua umiltà, voleva sempre esser trattato come
un poverello, dovunque lo ospitassero, benché fosse di così alta santità che dal Papa dai
cardinali e da tutti i grandi di questo mondo che lo conoscevano era venerato come santo. Il
dignitario aggiunse: « Ti assegnerò una dimora lontana dal palazzo, dove potrai pregare e
prendere i pasti a tuo piacimento ».
Soggiornava allora con il cardinale Leone uno dei primi dodici compagni di
Francesco: frate Angelo Tancredi. Questi suggerì a Francesco: « Fratello, qui vicino, nelle
mura della città, sorge una bella torre, molto ampia e spaziosa all'interno, con nove locali a
volta, dove potrai stare appartato come in un eremo ». Il Santo propose: « Andiamo a vederla
». La vide e gli piacque. Tornato dal cardinale gli disse: « Signore, forse resterò presso di voi
alcuni giorni ». Il cardinale ne fu tutto contento.
Angelo allora andò a preparare un alloggio nella torre, in modo che Francesco e il suo
compagno potessero abitarvi giorno e notte, poiché il Santo non intendeva discendere da là
in nessun momento della giornata, finché fosse rimasto ospite del cardinale Leone. Lo stesso
Angelo si offrì a Francesco e al compagno di recare quotidianamente il cibo, lasciandolo
fuori, in modo che né lui né altri entrassero a disturbare. Francesco salì dunque sulla torre,
per abitarvi con il compagno.
Durante la prima notte, mentre Francesco si disponeva a dormire, irruppero i demoni
e lo coprirono di botte. Egli chiamò subito il compagno, che stava lontano: « Vieni da me! ».
Quello gli fu vicino d'un balzo. Gli disse il Santo: « Fratello, i demoni mi hanno pestato
duramente. Desidero che tu mi rimanga accanto, perché ho paura di starmene qui solo ». Il
compagno gli fu appresso per l'intera notte. Francesco tremava tutto, come in preda alla
febbre. Durarono svegli entrambi fino al mattino.
Nel frattempo Francesco conversava con il suo compagno: « Perché i demoni mi
hanno battuto? Perché il Signore ha dato loro il potere di farmi del male? ». Si mise a
riflettere: « I demoni sono i "castaldi" del Signore nostro. Come il podestà spedisce il suo
castaldo a punire il cittadino che ha commesso un reato, così il Signore corregge e castiga
coloro che ama, per mezzo dei suoi castaldi, i demoni, esecutori della sua giustizia. Molte
volte anche il perfetto religioso pecca per ignoranza. Allora, siccome non è consapevole della
sua colpa, viene punito dal diavolo, affinché messo sull'avviso dal castigo, controlli
interiormente ed esteriormente in cosa è consistito il suo fallo e cerchi di individuarlo.
A quelli che il Signore ama teneramente nella vita terrestre non risparmia le punizioni.
Quanto a me, per misericordia e grazia di Dio, non sono conscio di aver commesso peccati
che non abbia scontato confessandomi e facendo penitenza. Di più, la sua misericordia mi ha
largito questo dono: egli durante la preghiera mi dà conoscenza di ogni cosa in cui gli piaccio
o gli dispiaccio. Ma può darsi, secondo me, che il Signore mi abbia punito stavolta mediante i
suoi castaldi per questo motivo: il cardinale è spontaneamente generoso con me, e d'altra
parte il mio corpo ha necessità di avere questi aiuti e io li ricevo con semplicità. Tuttavia, sia i
miei fratelli che vanno per il mondo affrontando la farne e molti disagi, sia gli altri che
dimorano in misere abitazioni e romitaggi, venendo a sapere che dimoro presso un cardinale,
potrebbero aver motivo di protestare contro di me. Noi qui a sopportare ogni sorta di
privazioni, e lui a godersi le agiatezze! Ebbene, io sono tenuto sempre a dare il buon esempio
ai frati; è per questo che sono stato dato ad essi. I frati sono più edificati quando io vivo tra loro in luoghi poverelli, che quando sto altrove; e sopportano con più coraggiosa pazienza le
loro asprezze, quando sentono e sanno che le sopporto io pure ».
Francesco non ebbe invero buona salute, mai; anche mentre visse nel mondo era di
costituzione fragile e delicata, e fu sempre più malato di giorno in giorno fino alla sua morte.
Eppure, costantemente si preoccupava di dare il buon esempio ai fratelli e di togliere ogni
occasione di mormorare contro di lui: « Eccolo, si concede tutto quello di cui abbisogna,
mentre noi peniamo, privi di tutto! ». E così, fosse in salute o fosse infermo, fino al giorno del
suo trapasso volle patire tante privazioni che, se ogni frate ne fosse a conoscenza come noi,
che siamo vissuti assieme a 1ui per un certo tempo fino a che morì, non potrebbero ricordarlo
senza piangere, e sopporterebbero con più serena pazienza necessità e tribolazioni.
Allo spuntar del giorno, Francesco scese dalla torre e andò dal cardinale a raccontargli
quanto gli era accaduto e i discorsi fatti con il compagno. Aggiunse: « La gente ha gran fede
in me e mi crede un sant'uomo, ma ecco che i demoni mi hanno buttato fuori dal mio carcere
». Egli voleva stare recluso nella torre come in un carcere, non parlando che con il suo compagno.
Il cardinale fu felice di rivederlo; però, siccome lo riguardava e venerava come santo,
accettò la sua decisione di non trattenersi oltre colà. Francesco, accomiatatosi dalI'ospite,
tornò all'eremo di Fonte Colombo presso Rieti.

COMMENTO
Meditare questo brano delle Fonti Francescane ci aiuta a capire che le disavventure della vita sono correzioni divine, compreso il diavolo, (alla cui esistenza s.Francesco credeva), perciò consideriamole come uno strumento della misericordia di Dio. Attraverso di esse la di Lui Provvidenza realizza la nostra correzione, trasformazione e santificazione: la nostra salvezza!


 

venerdì 10 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 265

DALLE FONTI FRANCESCANE 265

Laudi e Preghiere

Preghiera: Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio,

ogni bene, sommo bene, tutto il bene, che solo sei buono,

fa' che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria,

ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni.

Fiat! Fiat! Amen.



SAN FRANCESCO E LE FONTI 258

DALLE FONTI FRANCESCANE [258]

Laudi e Preghiere

La santa sapienza
confonde Satana e tutte le sue insidie.
La pura santa semplicità
confonde ogni sapienza di questo mondo
e la sapienza della carne.
La santa povertà
confonde la cupidigia, I'avarizia
e le preoccupazioni del secolo presente.
La santa umiltà
confonde la superbia
e tutti gli uomini che sono nel mondo
e similmente tutte le cose che sono nel mondo.
La santa carità
confonde tutte le diaboliche e carnali tentazioni
e tutti i timori carnali.
La santa obbedienza
confonde tutte le volontà corporali e carnali
e ogni volontà propria,
e tiene il suo corpo mortificato per l'obbedienza
allo spirito e per l'obbedienza al proprio fratello;
e allora l'uomo è suddito e sottomesso
a tutti gli uomini che sono nel mondo,
e non soltanto ai soli uomini,
ma anche a tutte le bestie e alle fiere,
così che possano fare di lui quello che vogliono
per quanto sarà loro concesso dall'alto del Signore.



giovedì 9 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 366--67


DALLE FONTI FRANCESCANE 366-67




Vita Prima di Tommaso da Celano

CAPITOLO XII

FRANCESCO MANDA I FRATI A DUE A DUE NEL MONDO; POCO TEMPO DOPO SI RITROVANO INSIEME

366

29. Nello stesso tempo entrò nell'Ordine una nuova e ottima recluta, così il loro numero fu portato a otto. Allora il beato Francesco li radunò tutti insieme, e dopo aver parlato loro a lungo del Regno di Dio, del disprezzo del mondo, del rinnegamento della propria volontà, del dominio che si deve esercitare sul proprio corpo, li divise in quattro gruppi, di due ciascuno e disse loro: " Andate, carissimi, a due a due per le varie parti del mondo e annunciate agli uomini la pace e la penitenza in remissione dei peccati; e siate pazienti nelle persecuzioni, sicuri che il Signore adempirà il suo disegno e manterrà le sue promesse. Rispondete con umiltà a chi vi interroga, benedite chi vi perseguita, ringraziate chi vi ingiuria e vi calunnia, perché in cambio ci viene preparato il regno eterno".

367

Ed essi, ricevendo con gaudio e letizia grande il precetto della santa obbedienza, si prostravano davanti al beato padre, che abbracciandoli con tenerezza e devozione diceva ad ognuno: "Riponi la tua fiducia nel Signore ed Egli avrà cura di te"(Sal 54,28) . Era la frase che ripeteva ogni volta che mandava qualche frate ad eseguire l'obbedienza.

COMMENTO
Il termine di paragone tra i santi e i peccatori è la fiducia in Dio, segno evidente che i primi hanno conquistato la "povertà in spirito" e i secondi no. Lungo tutta la storia della Rivelazione i profeti, inviati da Dio, hanno cercato di convincere i figli degli uomini che c'è tutto da guadagnare nel riporre la loro fiducia in Dio, tutto da perdere nel riporla in sè stessi. Nessuna meraviglia allora che il Poverello di Cristo, che si è caratterizzato nella piena "espropriazione di sè", si sia totalitariamente fidato di Dio. Leggiamo con attenzione questo brano della sua biografia e consideriamo come rivolte a ciascuno di noi le parole: "Riponi la tua fiducia nel Signore ed Egli avrà cura di te".

mercoledì 8 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 1403

DALLE FONTI FRANCESCANE 1403


1403 8. E da quell'ora smise di adorare se stesso, e persero via via di fascino le cose che
prima amava. Il mutamento però non era totale, perché il suo cuore restava ancora
attaccato alle suggestioni mondane.
Ma svincolandosi man mano dalla superficialità, si appassionava a custodire Cristo
nell'intimo del cuore, e nascondendo allo sguardo degli illusi la perla evangelica, che
intendeva acquistare a prezzo di ogni suo avere, spesso e quasi ogni giorno s'immergeva
segretamente nell'orazione. Vi si sentiva attirato dall'irrompere di quella misteriosa
dolcezza che, penetrandogli sovente nell'anima, lo sospingeva alla preghiera perfino
quando stava in piazza o in altri luoghi pubblici.
Aveva sempre beneficato i bisognosi, ma da quel momento si propose fermamente di
non rifiutare mai l'elemosina al povero che la chiedesse per amore di Dio, e anzi di fare
largizioni spontanee e generose. A ogni misero che gli domandasse la carità, quando
Francesco era fuori casa, provvedeva con denaro; se ne era sprovvisto, gli regalava il
cappello o la cintura, pur di non rimandarlo a mani vuote. O essendo privo di questi, si
ritirava in disparte, si toglieva la camicia e la faceva avere di nascosto all'indigente,.
pregandolo di prenderla per amore di Dio. Comperava utensili di cui abbisognano le
chiese e segretamente li donava ai sacerdoti poveri.

COMMENTO
La vita del cristiano deve essere polarizzata verso due obiettivi.
Primo: vivere unito con Cristo o meglio vivere la stessa vita di Cristo.
Secondo: mantenersi affrancati dal peccato, non sottoporsi di nuovo--abusando della libertà--alla schiavitù del male.
La libertà che Cristo ci ha dato, quella vera, ci porta alla signoria dell' "uomo nuovo", a vivere costantemente nella grazia, quali templi viventi dello Spirito Santo. Dal punto di vista soggettivo, il processo di adesione a Cristo e la conseguente liberazione dal peccato debbono essere attuati giorno per giorno e progressivamente. Ci gioverà molto, a questo scopo, l'esempio del giovane Francesco. Afferrato dalla grazia nonostante che sia ancora agli inizi della sua conversione, la sua vita si orienta decisamente verso due obiettivi: accogliere nel suo cuore Gesù Cristo; non impegnarsi più nelle vanità delle feste giovanili, ma nelle opere di bene servendo i poveri.

martedì 7 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 674

DALLE FONTI FRANCESCANE 674

Vita Seconda di Tommaso da Celano

CAPITOLO LIV

DONA IL MANTELLO AD UN ALTRO POVERO

674

87. In altra circostanza, mentre ritornava da Siena, si imbatté in un povero. Il Santo disse al compagno: "Fratello, dobbiamo restituire il mantello a questo poveretto, perché è suo. Noi l'abbiamo avuto in prestito sino a quando non ci capitasse di incontrare uno più povero".

Il compagno, che aveva in mente il bisogno del Padre caritatevole, opponeva forte resistenza perché non provvedesse all'altro trascurando se stesso.

"Io non voglio essere ladro--rispose il Santo--e ci sarebbe imputato a furto, se non lo dessimo ad uno più bisognoso". L'altro cedette, ed egli donò il mantello.

COMMENTO
Nella realizzazione del binomio fede-carità, ci sia di modello frate Francesco, il Santo che ha creduto con fede semplice e pura e che ha amato con carità serafica. In questo episodio, ma non è il solo, quello che è scioccante per noi, non è tanto il gesto di dare il mantello al povero, quanto il rispetto della di lui dignità personale. Non siamo dei padroni che -, per degnazione- facciamo una elemosina al bisognoso, ma dei poveri che hanno da Dio un prestito da restituire, quando occorre, al vero proprietario, ossia a colui che è più povero di noi. Il povero, per Francesco, è un "signore" a cui è stato tolto ingiustamente quanto gli apparteneva: l'atto caritativo è una riparazione di questa ingiustizia.



domenica 5 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI Vita breve

DALLE FONTI FRANCESCANE




Vita breve di san Francesco


1181 - Nasce ad Assisi cd e Battezzato Giovanni di Pietro di Bernardone, ma il padre vuole che sia chiamato Francesco. 
1193 (opp. 1194) - Nascita di santa Chiara.
1198, 8 gennaio - Lotario dei conti di Segni viene eletto papa e assume il nome di Innocenzo III. 
1198, primavera - Gli abitanti di Assisi assaltano la rocca, simbolo della potenza imperiale, e la distruggono. 
1199-1200 - Scoppia la guerra civile fra popolo-borghesia e nobili. Le famiglie di santa Chiara e di frate Leonardo si rifugiano a Perugia. Forse il giovane Francesco fa le prime prove della sua audacia fra le truppe del Comune.
1202 Novembre- Guerra tra Perugia (ove è riparata buona parte dei nobili assisani) e Assisi. L'esercito di Assisi e sconfitto nella battaglia di Collestrada.
1202-1203 - Francesco e tra i prigionieri e rimane a Perugia, in carcere per un anno. Viene liberato perche malato. 
1204 - Lunga malattia.
1204, fine o primavera 1205 - Francesco decide di recarsi in Puglia per combattere con Gualtiero di Brienne. Ma, a Spoleto ha una visione misteriosa che capovolge i suoi progetti, invitandolo a tornare ad Assisi. Comincia il graduale processo di conversione. 
1205, giugno - Gualtiero di Brienne muore. Francesco partecipa all'ultima Festa con gli amici.
In data imprecisabile - Incontrando un lebbroso, scende da cavallo, e con l'e1emosina gli dona un bacio di pace. 
1205, autunno o fine - Messaggio del Crocifisso di San Damiano. Conflitto con il padre. 
1206 gennaio o febbraio - Convocato in giudizio davanti ai vescovo di Assisi, rinuncia all'eredità paterna e persino ai vestiti che indossa. 
1206, primavera - Sguattero in un monastero; poi a Gubbio, avuto un abito da un amico, si prodiga nell'assistenza dei malati in un lebbrosario. 
1206 estate - Toma ad Assisi, indossa un abito da eremita e comincia a riparare la chiesetta di San Damiano, mendicando le pietre per la città e profetando la venuta delle Povere Dame. 
1206 estate - Ripara san Damiano, poi San Pietro e la Porziuncola
1208, 24 febbraio - Festa di san Mattia. Ascoltando il Vangelo del giorno, rimane colpito dalle parole che Cristo rivolse agli apostoli inviandoli nel mando. Decide di smettere la veste di eremita; indossa una rude tonaca, si cinge con una fune e a piedi nudi incomincia ad annunciare la penitenza. 
1208 16 aprile - Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani chiedono di condividere la sua vita e si associano a lui. 
23 aprile - Alla Porziuncola, dove si sana rifugiati, viene accolto nel gruppo anche frate Egidio. 
1208 primavera - Prima missione: Egidio e Francesco si recano nella Marca di Ancona; gli altri due in direzione opposta. 
1208 estate - Al gruppetto si aggiungono altri tre frati, tra i quali Filippo Longo. 
1208 autunno - Seconda missione. Raggiungono Poggio Bustone, nella valle di Rieti. Francesco, dopo essere statu assicurato della remissione dei suoi peccati e del futuro sviluppo dell'Ordine. conforta e incoraggia i compagni (se ne e aggiunto un altro) e li invia a due a due nelle quattro direzioni del mondo. Terza missione. Bernardo cd Egidio vanno a Firenze.
1209 inizio - Gli otto ritornano alla Porziuncola, ove sono raggiunti da altri quattro fratelli. 
1209 primavera - Francesco decide di sottoporre all'approvazione della Chiesa la sua nuova forma di vita. Scrive una breve Regola e si presenta al papa Innocenzo III, che I'approva c li incarica della predicazione penitenziale. Sulla via del ritorno, sostano un poco nei pressi di Orte, poi si stabiliscono in un tugurio a Rivotorto.
1209 settembre - L'imperatore Ottone IV passa nelle vicinanze.
1209-1210 - Costretti a lasciare quel tugurio, si stabiliscono alla Porziuncola, domandandone I'uso all'abate di San Benedetto del Subasio. Così la Porziuncola, o chiesa di Santa Maria degli Angeli, diverrà la chiesa madre dell'Ordine. 
1209-1210 - possibile inizio del Terz'Ordine. 
1211 estate - Francesco si imbarca con l'intenzione di raggiungere la Siria, ma venti contrari spingono la nave sulle coste della Dalmazia. Di nascoo5tO s'imbarca su una nave diretta ad Ancona. 
1212- 18-19 marzo oppure 28 marzo 1211 - Nella notte della domenica delle Palme, Francesco accoglie, a Santa Maria degli Angeli , Chiara e la riveste dell’abito religioso. Dopo averla collocata per qualche settimana nel monastero di San Paolo di Bastia e in quello di Sant'Angelo di Panza presso Assisi, Francesco ne fissa la dimora a San Damiano.
1212 - Probabile viaggio a Roma per informare Innocenzo III sugli sviluppi dell'Ordine. Incontro con Giacomina dei Settesoli. 
1213 8 maggio - A San Leo, nel Montefeltro. il conte Orlando di Chiusi offre a Francesco il monte della Verna. 
1213-1214 (o 1214-1215) - Francesco parte per la Spagna, deciso a raggiungere il Marocco per predicare agli infedeli; ma una malattia lo costringe a far ritorno alla Porziuncola, ove accoglie nell'Ordine un folto gruppo di uomini nobili e letterati, fra cui Tommaso da Celano. 
1215 novembre - Francesco si reca a Rama e assiste al IV Concilia Lateranense. Probabile incontro con san Domenico. 
1216 16 luglio - Papa Innocenzo III muore a Perugia; due giorni dopo viene eletto a succedergli il cardinal Cencio Savelli col nome di Onorio Ill. Testimone di questi giorni è Giacomo da Vitry, che vi conosce forse Francesco, certamente il suo Ordine, e ne dà notizia agli amici di Lotaringia con lettera dell'ottobre dello stesso anno. 
1217 5 maggio - Capitolo generale alla Porziuncola. Viene decisa la prima missione oltr'Alpe e oltremare. Egidio si reca a Tunisi, Elia in Siria. Francesco si incammina per la Francia. A Firenze, il card. Ugolino, legato papale in Toscana e Lombardia, lo persuade a rimanere in Italia. 
1218 11 giugno - Onorio III pubblica la bolla “Cum dilecti”per assicurare i vescovi circa la piena cattolicità dei frati minori. 
1219 26 maggio - Capitolo di Pentecoste. Si decidono nuove spedizioni per la Germania, la Francia, Ungheria, la Spagna-Marocco. 
1219 24 giugno - Francesco si imbarca ad Ancona per raggiungere Acri e poi Damiata, ove I'esercito crociato è schierato contro quello musulmano. 
1219 autunno - Francesco è tra i crociati, predice una disfatta che la realtà conferma. Ottiene dal legato pontificio di potersi recare, a suo rischio e responsabilità, dal sultano Melek-el-Kamel. Accolto con raffinata ospitalità dal sultano, vi predica la buona novella. Ma non vedendo frutti di conversione, si fa riaccompagnare al campo crociato. 
1219 5 novembre - Damiata è conquistata dai crociati. Francesco, anche disgustato per gli eccessi compiuti e la condotta delle truppe, torna nella Siria. 
1220 gennaio - Cinque frati, inviati in Marocco, vengono uccisi dai musulmani: sono i Protomartiri francescani. 
1220 inizio - Francesco e ad Acri. Possibile visita ai Luoghi Santi. 
1220 primavera o estate - Francesco ritorna in Italia, allarmato per la situazione dell'Ordine, assieme a Pietro Cattani, Elia e Cesario da Spira, e sbarca a Venezia. Si reca dal Papa e ottiene il cardinal Ugolino come “protettore dell'Ordine”. 
1220 febbraio marzo - Giacomo da Vitry, in lettera da Damiata, da notizia di Francesco e della sua missione presso il sultano. 
1220 - Francesco - rinuncia al governo dell'Ordine e nomina vicario Pietro Cattani.
1220,22 settembre – Onorio III con la bolla “Cum secundum” impone il noviziato.
1220-1221 - Nella sua «Storia Occidentale., Giacomo da Vitry si occupa più a lungo del nuovo Ordine dei frati minori.
1221 10 marzo - Muore Pietro Cattani
1221 30 maggio - Capitolo generale, detto delle Stuoie. Nomina di frate Elia come vicario. Viene approvato il testo della Regola(non bollata). Si decide una nuova spedizione in Germania, guidata da Cesario da Spira. Ne fanno parte Tommaso da Celano, il futuro biografo, e Giordano da Giano che ne scriverà la cronaca.
1221 – Papa Onorio III approva il «Memoriale propositi», che c considerato come la prima Regola dell'Ordine dei Penitenti di san Francesco (detto più tardi Ten'Ordine francescano), come lo era per tutto l'Ordine dei Penitenti. 
1221-1222 - Francesco compie un giro di predicazione nell' Italia centro-meridionale. 
1222, 15 agosto - Francesco predica a Bologna. 
1223 inizio - Francesco si ritira a Fonte Colombo con frate Leone e Frate Bonizzo per redigere la nuova Regola, più breve, che viene discussa al Capitolo generale dell' 11 giugno e poi sottoposta al Papa per I' approvazione. 
1223, 29 Novembre – Papa Onorio III approva la Regola con la bolla « Solet annuere». 
1223 24-25 dicembre - Notte di Natale a Greccio. II presepio. 
1224 2 giugno - Nel Capitolo generale viene decisa la spedizione in Inghilterra. 
Fine giugno o luglio o primi di agosto - A Foligno, Frate Elia conosce per visione che Francesco ha solo due anni di vita. 
1221 15 agosto 29 settembre - Durante la quaresima di san Michele che pratica alla Verna, probabilmente il 14 0 il 15 settembre, Francesco ha la visione del Serafino crocifisso e riceve le stimmate della Passione. 
1224, 10 settembre - I frati minori, 4 chierici e 5 laici, approdano a Dover, in Inghilterra. 
1224, ottobre - Francesco ritorna alla Porziuncola, passando o il1izio l10vembre per Borgo San Sepolcro, Monte Casale, Città di Castello. 
1224-1225, da dicembre a febbraio 1225, marzo - Cavalcando un asino, Francesco fa un giro di predicazione in Umbria e nelle Marche. 
1225 marzo - Visita santa Chiara a San Damiano. Peggiorando la sua malattia d'occhi, deve restare a San Damiano per qualche tempo. Dietro insistenze di frate Elia, si sottopone a visita e cura medica, ma senza frutto.
1225 aprile - maggio - Ancora a San Damiano, si sottopone ad un trattamento medico, senza alcun risultato. Una notte riceve la promessa divina della vita eterna; il mattino dopo detta il Cantico delle creature. 
1225 giugno - Aggiunge al Cantico la strofa del “perdono e ottiene la riconciliazione tra vescovo e podestà di Assisi”. In seguito la lettera del cardinal Ugolino, si reca nella valle Reatina. 
1225 primi di giugno - 6 febbraio - Accolto a Rieti dal cardinal Ugolino e dalla corte pontificia, raggiunge prima Fonte Colombo per seguire una terapia per gli occhi. Nel luglio-agosto il medico cauterizza le tempie del Santo. Raggiunge poi San Fabiano per essere visitato da altri medici. Tentano di curarlo attraverso l'orecchio; ma tutto risulta inutile. La vigna del sacerdote, saccheggiata dai visitatori, per le preghiere di Francesco produce un raccolto più abbondante. 
1226 aprile - E a Siena per ulteriori trattamenti medici. Detta un breve Testamento: Piccolo Testamento di Siena. Dimora poi nell'cremo di Celie di Cortona, dove probabilmente detta il Testamento. 
1226, luglio- agosto - Nel periodo più caldo dimora a Bagnara, nelle montagne vicino a Nocera. 
1226, fine agosto - Poiché le sue condizioni si aggravano, viene portato nel palazzo del vescovo di Assisi. II vescovo Ugo parte per un pellegrinaggio al Monte Gargano. 
1226, settembre - Sentendo che la fine e vicina, Francesco si fa portare alla Porziuncola. Lungo il viaggio sosta per benedire la città. 
1226, 3 ottobre - Dopo aver benedetto i figli, muore sulla nuda terra, la sera del 3 ottobre, di sabato. Se ne sparge la voce e mol ti accorrono per vedere le stimmate. 
1226 4 ottobre - La salma, il giorno successivo, domenica, viene trasportata trionfalmente dalla Porziuncola in Assisi, sostando a San Damiano, e viene tumulata nella chiesa di San Giorgio. Frate Elia ne da notizia a tutto ]'Ordine, mediante lettera ai ministri provinciali. 
1227 - Il cardinal Ugolino viene eletto Papa, col nome di Gregorio IX, in luogo di Onorio III, morto it giorno precedente. 
1227, 30 maggio - Nel Capitolo, celebrato in Assisi, viene eletto ministro generale frate Giovanni Parenti. 
1228,29 aprile - Con la bolla «Recolentes», Gregorio IX domanda alla cristianità aiuti per la costruzione di una basilica in onore di Francesco. 
1228, 16 luglio - Gregorio IX e ad Assisi per celebrare solennemente la canonizzazione di san Francesco. Tre giorni dopo (19 luglio) rende pubblica la bolla «Mira circa nos» riguardante l'iscrizione di Francesco nell' Albo dei santi e la celebrazione della festa di lui in tutta la Chiesa nel giorno 4 di ottobre.