domenica 5 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 292

DALLE FONTI FRANCESCANE 292

Ufficio della passione del Signore

AL MATTUTINO
DELLA DOMENICA Dl RESURREZIONE

Antifona. Santa Maria Vergine

Salmo (IX).
292 1 Cantate al Signore un cantico non prima udito, perché ha fatto cose meravigliose
( Sal 97, 1 ). 2 Ha santificato il figlio suo la sua mano, lo ha santificato il suo santo braccio (cfr. Gv. 10, 36,
Sal 97, 1).
3 Il Signore ha fatto conoscere la salvezza che viene da Lui: ha rivelato la sua giustizia al cospetto di
tutte le genti (Sal 97, 2) .
4 In quel giorno ha fatto scendere la sua misericordia: durante la notte si è udito il suo cantico (Sal 41,
9).
5 Questo è un giorno che ha fatto il Signore: esultiamo e rallegriamoci in esso (Sal 117, 24).
6 Benedetto colui che viene nel nome del Signore: Signore Iddio, nostra luce (Sal 117, 26-27).
7 Si allietino i cieli, esulti la terra, si commuovano le distese dei mari: godano i campi e quanto in essi
vive (Sal 95, 11-12).
8 Date gloria al nome del Signore, o patrie di tutte le genti: date gloria al nome del Signore (Sal 95,
7-8).



COMMENTO
"Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo. Quale giorno? Mi chiedo.Quello che ha dato principio alla vita, l'inizio alla luce. Questo giorno è l'artefice dello splendore, cioè lo stesso Signore Gesù Cristo !

Gesù Cristo in forza della Risurrezione è stato costituito Signore del mondo rinnovato. Alleluia !!!



venerdì 3 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 179 / 185

DALLE FONTI FRANCESCANE 179 / 185

LETTERA AI FEDELI (Seconda recensione)

[179] 1Nel nome del Signore, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.
A tutti i cristiani religiosi, chierici e laici, uomini e donne, a tutti gli abitanti del mondo intero, frate Francesco, loro servo e suddito, ossequio rispettoso, pace dal cielo e sincera carità nel Signore.
[180] 2Poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire tutti e ad amministrare le fragranti parole del mio Signore. 3E perciò, considerando che non posso visitare personalmente i singoli, a causa della malattia e debolezza del mio corpo, mi sono proposto di riferire a voi, mediante la presente lettera e messaggio, le parole del Signore nostro Gesù Cristo, che è il Verbo del Padre, e le parole dello Spirito Santo, che sono spirito e vita.

I.
IL VERBO DEL PADRE

[181] 4L'altissimo Padre celeste, per mezzo del santo suo angelo Gabriele, annunciò questo Verbo del Padre, così degno, così santo e glorioso, nel grembo della santa e gloriosa Vergine Maria, e dal grembo di lei ricevette la vera carne della nostra umanità e fragilità.
[182] 5Lui, che era ricco sopra ogni altra cosa, volle scegliere in questo mondo, insieme alla beatissima Vergine, sua madre, la povertà.
[183] 6E, prossimo alla passione, celebrò la pasqua con i suoi discepoli, e prendendo il pane, rese grazie, lo benedisse e lo spezzò dicendo: " Prendete e mangiate, questo è il mio corpo". 7E prendendo il calice disse: " Questo è il mio sangue della nuova alleanza, che per voi e per molti sarà sparso in remissione dei peccati". 8Poi pregò il Padre dicendo: " Padre, se è possibile passi da me questo calice". 9E il suo sudore divenne simile a gocce di sangue che scorre per terra. 10Depose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre dicendo: " Padre, sia fatta la tua volontà; non come voglio io, ma come vuoi tu".
[184] 11E la volontà di suo Padre fu questa, che il suo figlio benedetto e glorioso, che egli ci ha donato ed è nato per noi, offrisse se stesso, mediante il proprio sangue, come sacrificio e vittima sull'altare della croce, 12non per se, poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,ma in espiazione dei nostri peccati, 13lasciando a noi l'esempio perché ne seguiamo le orme. 14E vuole che tutti siamo salvi per mezzo di lui e che lo riceviamo col cuore puro e col nostro corpo casto.
[185] 15Ma pochi sono coloro che lo vogliono ricevere ed essere salvati per mezzo di lui, sebbene il suo giogo sia soave e il suo peso leggero.


SAN FRANCESCO E LE FONTI 37


DALLE FONTI FRANCESCANE 37

Regole ed esortazioni


[37] E non si adirino, perché chiunque si adira col suo fratello, sarà condannato al giudizio; chi avrà detto al suo fratello "raca", sarà condannato nel Sinedrio; chi gli avrà detto "pazzo", sarà condannato al fuoco della Geenna. E si amino scambievolmente, come dice il Signore: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate scambievolmente come io ho amato voi". E mostrino con le opere l'amore che hanno fra di loro, come dice l'apostolo: "Non amiamo a parola né con la lingua, ma con le opere e in verità". E non oltraggino nessuno; non mormorino, non calunnino gli altri, poiché è scritto: "i sussurroni e i detrattori sono in odio a Dio". E siano modesti, mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini. Non giudichino, non condannino; e come dice il Signore, non guardino ai più piccoli peccati degli altri, ma pensino piuttosto ai loro nell'amarezza della loro anima. E si sforzino di entrare per la porta stretta, poiché dice il Signore: "Angusta èla porta e stretta la via che conduce alla Vita; e sono pochi quelli che la trovano".

COMMENTO

Obbediente al comando di Gesù e all'esortazione del di Lui apostolo Paolo, san Francesco, volendo stabilizzare i suoi frati nella minorità, ha chiesto loro di NON GIUDICARE. Li ha invitati per questo a imboccare la   "via stretta"   della   "povertà in spirito"  che, strappandoci al culto della propria personalità, ci rende pieni di stima e di benevolenza verso i fratelli. Da qui la conseguenza di non tenere lo sguardo fisso sui peccati del prossimo, ma abbassarlo sui propri che sono molto più gravi. La ragione è chiara: un colpevole non può giudicare un altro colpevole, un inferiore non può ergersi al di sopra del proprio superiore. L'unico modo per ristabilire l'uguaglianza fra noi che siamo tutti peccatori è perdonare con misericordia. Solo con la circolazione dell'amore cancelliamo i nostri peccati, eliminiamo le disuguaglianze e realizziamo la vera fraternità umana.





SAN FRANCESCO E LE FONTI 266/275

DALLE  FONTI  FRANCESCANE  266/275



COMMENTO AL “PATER NOSTER”


[266]

O santissimo Padre nostro: creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.




[267]

Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce, infiammandoli all'amore, perché tu, Signore, sei amore, ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatitudine, perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.




[268]

Sia santificato il tuo nome: si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, affinché possiamo conoscere l'ampiezza dei tuoi benefici, l'estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.




[269]

Venga il tuo regno: perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli,

l'amore di te è perfetto,

la comunione di te è beata,

il godimento di te senza fine.




[270]

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l'anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell'anima e del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno.




[271]

Il nostro pane quotidiano: il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e reverenza dell'amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.




[272]

E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.




[273]

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa' che pienamente perdoniamo sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti




[274]

E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.




[275]

Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.

Gloria al Padre, ecc.


COMMENTO
Se l'Expositio in Pater noster non è in tutte le sue parti e formulazioni un'opera originale di san Francesco, perchè nel realizzarla si è servito di altri modelli, essa tuttavia corrisponde al suo spirito ed è in parte anche composta da lui stesso. Comunque, egli ha fatto interamente proprie le citazioni, ed ha dato loro, con aggiunte adeguate, il significato da lui desiderato. Se quindi manca in molte parti l'originalità, non le manca l'autenticità. In ogni caso Francesco, come testimoniano anche i manoscritti, ha dato alla preghiera la sua forma attuale, che riscontriamo già nel sec. XIV. Questa lunga citazione era necessaria per la sottolineatura della grande ricchezza spirituale dello scritto.




giovedì 2 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 42--43

DALLE FONTI FRANCESCANE 42/43

Regole ed esortazioni

DALLE FONTI FRANCESCANE
                                                                                                                                                         
CAPITOLO XVI

Dl COLORO CHE VANNO TRA I SARACENI E GLI ALTRI INFEDELI

[42] Dice il Signore: "Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe".
Perciò qualsiasi frate che vorrà andare tra i Saraceni e altri infedeli, vada con il permesso del suo ministro e servo. Il ministro poi dia loro il permesso e non li ostacoli se vedrà che sono idonei ad essere mandati; infatti dovrà rendere ragione al Signore, se in queste come in altre cose avrà proceduto senza discrezione.

[43] I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio a e confessino di essere cristiani.
L'altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non sarà rinato per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio.

COMMENTO
Il Santo serafico, che in forza della sua piena conformità a Cristo, ha vissuto intensamente il mistero pasquale di Lui, ha sentito come gli apostoli, incoercibile il dinamismo cristiano. Si è per questo impegnato, non solo perchè i battezzati vivessero meglio la realtà del Regno messianico, ma perchè i non credenti, allora i saraceni, fossero sottomessi ai piedi del nostro Signore, diventassero sudditi del suo amore. Leggendo il brano delle Fonti si scopre il metodo migliore, attualmente valido, di trattare con coloro che non hanno la nostra fede: non fare liti o polemiche, cose inutili anzi controproducenti; ma stabilire rapporti di amicizia e nell'amicizia stabilire un dialogo leale e franco, confidando nella vittoria finale della fede.

SAN FRANCESCO E LE FONTI 62b

DALLE FONTI FRANCESCANE 62/b

Regole ed esortazioni

62 "...... "Padre, ho manifestato il tuo nome agli uomini, che mi hai dato, perché le parole che tu
hai dato a me, io le diedi loro; ed essi le hanno accolte e hanno riconosciuto che io sono uscito da te ed hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai dato, perché sono tuoi, e tutto ciò che è mio è tuo. Padre santo, custodisci nel Nome tuo coloro che mi hai dato, affinché siano una cosa sola come noi. Questo io dico nel mondo, affinché abbiano la gioia in se stessi. Io ho comunicato loro la tua parola, e il
mondo li ha odiati perché non sono del mondo, come non sono del mondo io. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li guardi dal male. Rendili gloriosi nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo. E per loro io santifico me stesso, affinché anche loro siano santificali nella verità. Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che crederanno in me, per la loro parola, affinché siano perfetti nell'unità, e il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me. Ed io renderò noto a loro il tuo Nome, affinché l'amore col quale tu hai amato me sia in loro ed io in loro.
Padre, quelli che mi hai dato, voglio che dove io sono siano anch'essi con me, perché contemplino la tua gloria nel tuo Regno". Amen.

COMMENTO
Assieme a Francesco rimeditiamo la preghiera sacerdotale di Gesù, fatta nel Cenacolo prima di iniziare il sacrificio oblativo per la gloria del Padre e la salvezza degli uomini. Questa meditazione ci servirà a comprendere i sentimenti di Cristo, Vittima e Sacerdote, per poterli rivivere nell'esercizio del nostro sacerdozio sia esso comune o ministeriale.

mercoledì 1 aprile 2015

SAN FRANCESCO E LE FONTI 265a

DALLE FONTI FRANCESCANE 265a                                                                                                                             
TEMETE DIO
Temete Dio e dategli gloria.
Il Signore,
E’ degno di ricevere la lode e l'onore.
Lodate il Signore
Tutti voi che lo temete.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Cielo e terra date a Lui la lode.
Fiumi tutti lodate il Signore.
Benedite, Figli di Dio il Signore.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore,
rallegriamoci ed esultiamo.
Alleluia. Alleluia. Alleluia! O Re d'Israele!
Ogni vivente dia lode al Signore.
Lodate il Signore, perché è buono;
tutti voi che leggete queste cose,
benedite il Signore.
Creature tutte, benedite il Signore.
Uccelli tutti del cielo,
lodate il Signore.
Fanciulli tutti
lodate il Signore.
Giovani e fanciulle
lodate il Signore.
L'Agnello che è stato immolato
è degno di ricevere
lode, gloria e onore.
Sia benedetta la santa Trinità
e l'indivisa Unità.
San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta.


COMMENTO
Mariano Fiorentino (+1523) afferma che queste Lodi erano nel Convento dell'Eremita (Terni), e che erano autografe di San Francesco
Francesco, innamorato e pieno d'amore per il suo Signore, vuole che Gesù trovi amore in ogni cuore. E' un Re "giusto", il nostro Re, merita di prendere il legittimo possesso di tutto il suo Regno, per il quale ha dato la vita.
E' un Re "vittorioso", il nostro Re: trionferà dei suoi nemici con l'amore, farà della croce il suo trono, della sua carne, nuda e insanguinata, il manto di porpora, dei rami di spine intrecciati la corona, dei chiodi lo scettro. Re davvero vittorioso: "Regnavit a ligno Deus".
Come Francesco diamogli onore, lode e gloria !